La ricetta originale siciliana del liquore al mandarino

Il liquore al mandarino è un digestivo tradizionale siciliano molto apprezzato da locali e non solo: ecco la sua storia e come prepararlo.

Tenuta Donna Fina

16/02/2026

Liquore al mandarino fatto in casa con mandarini Donna Fina non trattati

Noto anche come “mandarinetto”, il liquore al mandarino è un digestivo tradizionale siciliano che nasce come liquore domestico nelle case padronali e contadine dell’Isola. Solitamente veniva servito agli ospiti come gesto di cortesia e rito di accoglienza tipico della cultura siciliana.

L’origine è in piena linea con l’economia domestica: infatti, il liquore al mandarino è figlio della filosofia “zero scarti” tipica delle case contadine di un tempo. Dall’arrivo del mandarino che dalla Cina è stato portato in Sicilia nell’800, è possibile rintracciare l’origine di questa bevanda alcolica, offerta nel periodo da Natale fino all’estate.



Spesso chiamato anche “liquore della nonna”, in quanto prevede una produzione domestica lenta e rispettosa dei tempi tradizionali, la preparazione del liquore al mandarino consisteva in dei veri e propri riti da realizzare come tramandato di generazione in generazione, rigorosamente manualmente e con prodotti della propria terra.

Per ottenere un mandarinetto profumato, equilibrato e autentico, la qualità del mandarino è l’elemento determinante: in particolare, è fondamentale scegliere la giusta varietà del frutto e optare per prodotti di alto livello. Inoltre, realizzarlo a casa con mandarini selezionati, permette di assaporare un prodotto che rende la differenza tra un liquore artigianale e le versioni realizzate industrialmente o con agrumi comuni. 

Per un liquore al mandarino realizzato secondo la tradizione, è fondamentale utilizzare mandarini del territorio siciliano, facendo attenzione a preferire quelli al giusto grado di maturazione, raggiunta generalmente tra gennaio e febbraio.

Ricetta del liquore al mandarino

Questa ricetta contiene alcol. Il consumo di bevande alcoliche è riservato esclusivamente agli adulti (>18 anni). Bevi responsabilmente e con moderazione.

Ingredienti

Per 2 litri di liquore circa:

Mandarini non trattati

Donna Fina

Alcol alimentare 95-96°

1 l

Acqua

1 l

Zucchero

1 kg

Quali mandarini usare per la ricetta

Non tutti i mandarini sono adatti per la preparazione di questo liquore. Infatti, i frutti da preferire per realizzare il mandarinetto secondo la ricetta originale siciliana devono essere profumati, maturi al punto giusto e ricchi di oli essenziali. Ecco quali sono le caratteristiche specifiche:

  • Buccia spessa, integra e molto profumata
  • Elevata concentrazione di oli essenziali
  • Maturazione naturale sulla pianta

Ma perché è importante evitare mandarini acerbi, troppo maturi o trattati post-raccolta? Nel primo caso, si corre il rischio di ottenere un liquore acido e poco aromatico, nel secondo la buccia avrà perso elasticità ma soprattutto aroma e freschezza.

Infine, è importante evitare i mandarini trattati post-raccolta in quanto, dovendo utilizzare anche le bucce, si rischia di assumere anche i prodotti chimici utilizzati sui frutti trattati mentre con dei mandarini con buccia 100% edibile, il frutto può essere consumato nella sua interezza in totale sicurezza.

Mandarino Avana

Tra i mandarini da utilizzare, è possibile optare per la varietà “Avana” caratterizzata da un aroma intenso ed equilibrato, una buccia ricca di oli essenziali e un equilibrio naturale tra dolcezza e nota amaricante. Questa varietà è perfetta per un mandarinetto profumato e armonico.

Mandarino Tardivo di Ciaculli

Un’ottima varietà per realizzare la ricetta del mandarinetto è il Mandarino Tardivo di Ciaculli, eccellenza siciliana caratterizzata da un profumo marcato e persistente e una scorza molto ricca di oli.

La differenza aromatica tra le varietà comuni di mandarino, permette di far rientrare il Tardivo di Ciaculli tra le tipologie di alta qualità. Per ottenere un buon mandarinetto, consigliamo di utilizzare questa varietà al posto dei mandarini disponibili nei supermercati, in modo da poter avere un risultato di qualità migliore sia in termini di gusto che di aroma.

Ideale per infusi lunghi e per ottenere un mandarinetto della tradizione, è sempre fondamentale scegliere agrumi non trattati e con scorza edibile, come i mandarini di Donna Fina, dei quali è possibile consumare anche la buccia senza rischi per la salute.

Preparazione delle bucce

Come fare il liquore al mandarino? Il primo step della ricetta, prevede la preparazione delle bucce che ha inizio lavando delicatamente i mandarini, senza strofinarli troppo. Pela via le scorze altrettanto delicatamente, evitando di trascinare con la scorza l’albedo, vale a dire la parte bianca del frutto. A questo punto, metti i frutti in una ciotola e le scorze in un’altra, preparandoti al prossimo step.

Macerazione delle scorze

Fai macerare le bucce in alcol a 95–96° in un luogo buio per circa 5 giorni a temperatura ambiente. Abbi cura di coprire con una pellicola, scegliere un luogo fresco e ricorda di mescolare il tutto ogni giorno. 

I tempi di macerazione variano da varietà in varietà e in base all’aromaticità desiderata per il proprio mandarinetto: per i mandarini più delicati è possibile optare per tempi più brevi (3-4 giorni), mentre per le varietà tardive e aromatiche, allunga i tempi di macerazione a 5-6 giorni.

Preparazione dello sciroppo

Trascorso il tempo di macerazione, è possibile passare alla preparazione dello sciroppo: inizia versando acqua e zucchero in un pentolino che terrai sul fuoco fino a bollore. Ricorda di seguire bene le dosi e bilanciare acqua e zucchero. Questa preparazione serve ad addolcire il mandarinetto senza coprire l’aroma dei frutti. Una volta raggiunto il bollore, spegni e lascia raffreddare.

Unione, filtrazione e imbottigliamento

Aggiungi lo sciroppo al composto di scorze e alcol, mescolando bene e lascia riposare per circa 10-15 giorni, ricordandoti di mescolarlo ogni giorno. Una volta trascorsi i tempi indicati, puoi filtrare il tutto per eliminare le scorze e travasare il composto nelle bottiglie.


La scelta del mandarino: il vero segreto del mandarinetto

Per un mandarinetto autentico servono mandarini raccolti freschi e non trattati. Come anticipato, anche la varietà del mandarino influenza profumo e colore del liquore al mandarino. Mandarini comuni danno risultati meno aromatici e non rispecchiano la tradizione del liquore al mandarino della nonna.

Per questo motivo in Tenuta Donna Fina siamo attenti anche alla fase di spedizione dei prodotti. Offriamo una spedizione rapida due giorni a settimana, il lunedì e il mercoledì, per preservare ogni profumo naturale quando i nostri prodotti arrivano al cliente. 


Mandarini non trattati di Donna Fina: perché sono indispensabili

Come ribadito più volte, un elemento fondamentale da tenere in considerazione è la scelta di mandarini non trattati, come i prodotti Donna Fina. Questo criterio è indispensabile dato che la buccia è parte integrante del liquore: infatti, durante la fase di macerazione, cere e trattamenti rischiano di alterare gusto e sicurezza per la salute del mandarinetto.

Inoltre, per realizzare un liquore al mandarino fatto in casa secondo tradizione, è opportuno optare per prodotti non trattati come accadeva un tempo.

Si noti che per una preparazione come il liquore al mandarino fatto in casa, è necessario utilizzare la sola scorza e non la polpa, per motivi chimici e strutturali come la limpidezza della bevanda, l’assenza di oli essenziali nella polpa e la sua composizione che renderebbe torbido il mandarinetto.


Conservazione, riposo e servizio del liquore al mandarino

Uno degli elementi importanti per la conservazione del liquore al mandarino è la qualità iniziale del mandarino: infatti, questa ha un ruolo sulla maturazione del liquore. Se il mandarino è vecchio, gli oli essenziali della buccia saranno meno stabili e il liquore perderà profumo più velocemente.

Inoltre, non tutti sanno che il mandarinetto migliora dopo alcune settimane di riposo e che il tempo fa solo bene al suo aroma e sapore. Questo avviene perché le molecole aromatiche dell’agrume si legano a quelle di alcol e zucchero in modo sempre più stretto, rendendo il gusto meno pungente

Per la conservazione, è preferibile tenere il mandarinetto in dispensa tra 15 e 18 gradi per almeno 30- 40 giorni quando è appena imbottigliato. Dopo, lo si può passare in frigo che è il luogo ideale per mantenere la freschezza aromatica intatta. Infine, per chi preferisce una consistenza più densa e sciropposa è preferibile tenerlo in freezer, anche perché grazie alla componente alcolica non congelerà.

Il tempo massimo di conservazione in freezer o frigorifero è pari a circa 3 mesi: ricorda di segnare la data di preparazione con un’etichetta da mettere sulla bottiglia, soprattutto se vuoi regalarlo. Per gustarlo al meglio, il mandarinetto va servito preferibilmente freddo, anche ghiacciato, con una temperatura tra i -5 e i 6 gradi.


Varianti del liquore al mandarino

Mandarinetto della nonna

Per la variante ancora più tradizionale, definita “mandarinetto della nonna”, è preferibile optare per varietà tardive e molto aromatiche di mandarini, prevedendo anche macerazioni più lunghe.

Versioni più o meno dolci

Per una versione più o meno dolce, è possibile ridurre o aumentare lo zucchero di conseguenza. Tuttavia, va considerato il fatto che cambia l’equilibrio tra la dolcezza del mandarino e l’alcol, questione da valutare anche a seconda del proprio gusto. 

Aromatizzazioni opzionali

Altre versioni della ricetta del mandarinetto possono prevedere altre aromatizzazioni opzionali. Si possono usare spezie ed erbe a proprio gusto che però devono essere usate con moderazione, anche per evitare di coprire l’aroma del mandarino, ingrediente principale della ricetta. 

Bisogna ricordarsi che si tratta solo di accompagnamenti al mandarino, quando si opta per l’aggiunta di altri ingredienti. Un esempio, possono essere la cannella (in stecca), del rosmarino o ancora della scorza d’arancia (da aggiungere in macerazione) o un paio di chiodi di garofano.

Crema di liquore al mandarino

La crema di liquore al mandarino è la versione più golosa del mandarinetto. Intesa come dessert e caratterizzata da un sapore decisamente più dolce, contiene latte intero e panna fresca che, miscelati con l’infuso di alcol e scorze danno vita a un’emulsione densa e opaca.

Il gusto è più dolce e meno pungente del liquore, decisamente più tenue rispetto al mandarinetto e può essere inteso come un dessert al cucchiaio. La si può servire da sola, ghiacciata, oppure come guarnizione per:

  • affogati al fiordilatte o al cioccolato fondente;
  • macedonie di frutta invernale;
  • panettoni e pandori durante le festività.

FAQs – Domande frequenti sul liquore al mandarino

Qual è il miglior mandarino per fare il liquore al mandarino?

Il miglior mandarino per fare il mandarinetto è sicuramente il Tardivo di Ciaculli, data l’alta qualità di questo prodotto e la notevole superiorità aromatica di questa varietà rispetto ai mandarini comuni.

Posso usare qualsiasi tipo di mandarino per il mandarinetto?

Per un mandarino rispettoso della ricetta tradizionale siciliana, consigliamo di non utilizzare qualsiasi varietà e preferire il Tardivo di Ciaculli o la varietà Avana.

Meglio mandarini precoci o tardivi per il mandarinetto?

Per realizzare il mandarinetto sono meglio i mandarini tardivi, di gennaio/febbraio, come la varietà Tardivo di Ciaculli.

Perché il mio liquore al mandarino è poco profumato?

Il motivo di un liquore al mandarino poco profumato può essere dato da vari motivi, come la scelta di una varietà comune non particolarmente profumata o dei frutti troppo maturi che hanno perso freschezza.

Solo gusto, zero rischi

Crediamo nella qualità dei nostri agrumi e avocado e ci mettiamo la faccia, ogni giorno. Provali subito.

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